I Comuni alla prova della pandemia


“ LE STRUTTURE DEI SERVIZI CIMITERIALI SONO STATE MESSE A DURA PROVA DALLA MORTALITÀ DIFFUSA DAL COVID-19. SOSPESE TRA RITARDI E ABNEGAZIONE, TRA INSUFFICIENZE E SLANCI DI ATTIVISMO, LE LORO AZIONI SONO STATE COMUNQUE IN GRADO DI FRONTEGGIARE L’EMERGENZA. C’È ORA LA NECESSITÀ DI UN MAGGIORE COORDINAMENTO E DI UNA PIÙ ACCENTUATA CONSAPEVOLEZZA”

L’avv. Alice Merletti e il Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Piemonte, l’avv. Corsaro, ne parlano nel nuovo numero di SOCREM NEWS:

https://www.socremtorino.it/wp-content/uploads/2021/02/SocremNews_01_2021small.pdf

Fare business: con noi si può! 意大利和中国的合作越来越近:商业和签订合同 Doing business and entering into contracts: with us, you can! Faire des affaires et conclure des contrats: voilà votre chance, avec nous!

La Globalizzazione continua a rivoluzionare il mondo delle imprese: il confronto è, oramai, sul mercato mondiale. Dunque anche la contrattualistica guarda fuori dal confine italiano, il più delle volte anche al di là di quello europeo, e diventa uno strumento di uso più che quotidiano.

L’esigenza di uno studio legale “cosmopolita” è in ascesa, come la necessità di mantenere i costi limitati per la singola operazione. Al centro di tutto ciò: il diritto degli scambi commerciali.

Tale branca del diritto comprende sia le regole ed intese che intercorrono tra gli Stati sia quelle per disciplinare i negozi giuridici che si instaurano tra le parti.

Più che in altri campi, in questo, l’esperienza maturata, in uno con una conoscenza approfondita del contesto socio-economico in cui ci si inserisce, sono elementi essenziali per riuscire a redigere contratti completi e dettagliati; soprattutto le cui clausole non si rivelino in contrasto con le norme della legge nazionale a cui tale contratto sarà soggetto e/o ai principi, usi e/o consuetudini del commercio internazionale, ai quali le parti hanno inteso far richiamo e riferimento.

Gli strumenti nelle mani delle imprese sono molteplici. Dai prodromici Not Discolsure Agreement (NDA), ai Memorandum of Uderstanding, per procedere verso gli Agreements With Open Terms sino a giungere agli accordi definitivi in sede di contrattazione per accordi commerciali o joint venture, le possibilità sono infinite.

Tuttavia lo studio e la redazione di uno o più negozi di siffatta natura, oltre che imporre l’approfondimento degli aspetti giuridici (legal framework), non può prescindere da una parte da approfondita consapevolezza lessicale, specie in un settore caratterizzato da un elevato tasso di linguaggio tecnico, dall’altra da una decennale dimestichezza nell’uso di comportamenti consueti per il paese a cui si approccia.

E ciò è ancora più vero quando i Paesi interessati sono lontani come tradizioni dal nostro.

Un classico esempio, benchè banale, è la redazione, in un contratto, della clausola con la quale le parti intendono disciplinare la legge applicabile.

Scelta che risulta uno dei principali empasse della contrattazione e che, a volte, viene superficialmente risolta, nel silenzio delle parti o richiamando la legge di uno degli stati delle parti stesse.

Ebbene tale prassi non tiene conto delle ulteriori possibilità, dalla applicazione degli Unidroit (in alcuni casi), alla tipizzazione del contratto in uno di quelli previsti da Convenzioni o Regolamenti.

Il tutto nell’ottica di poter rendere maggiormente fluido il dibattito contrattuale per giungere ad un closing satisfattivo, nonchè consegnare nelle mani del cliente uno strumento efficacemente azionabile in denegata ipotesi di contenzioso.

Se così è, la conoscenza del diritto tuttavia non è sempre sufficiente, non basta.

Abbiamo volto lo sguardo all’Oriente, ad esempio.

In particolare, ci siamo focalizzati sulla Cina sempre più vicina soprattutto dopo la sigla dell’accordo “Nuova Via della Seta” nel marzo 2019 con l’Italia e l’ambizioso progetto

“Made in China 2025” nel maggio 2015, ma ancora lontana sul fronte linguistico-culturale.

Ecco perché abbiamo avviato una collaborazione con la sinologa Torinese Lorenza Marini che vanta un’esperienza ventennale in qualità di interprete e traduttrice di cinese/inglese maturata dal 2004 ad oggi tra l’Italia e la Cina dove ha vissuto e lavorato 4 anni a Pechino.

I suoi settori di specializzazione sono: Accordi e Contratti commerciali, Economia, Editoria elettronica e multimediale, Documenti Legali, Brevetti, Marchi di Fabbrica & Copyright, Moda, Automotive e Aviazione, Macchine utensili e Impianti per l’industria, Meccanica ed Elettromeccanica, Elettronica, Portali e

Siti Web, Artistico/Letterario.

“Laddove c’è volontà c’è una strada” recita un noto proverbio cinese ci ricorda la Marini 妈丽妮così come è nota in Cina. In questi anni di negoziazioni tra Italiani e Cinesi non si finisce mai di imparare avvicinandosi sempre di più all’impero cinese che ha solo da poco iniziato il suo business internazionale in Italia. Questa è un’occasione di crescita ed evoluzione non solo per la Cina ma anche per la nostra Italia, ci ha da sempre spiegato la Marini elencando solo alcune delle sempre più numerose aziende italiane ormai in partnership con percentuali cinesi sempre più alte: dal 2012 con la Pirelli, Ansaldo, gli yacht di lusso della Benetti, il calcio dell’Inter, alle più recenti Iveco Fpt e chissà quante altre ancora.

Non sappiamo con chiarezza se sarà la Cina a guidare la prossima rivoluzione industriale, ma sicuro è che l’Italia deve internazionalizzarsi e la Cina ora come ora sembra essere la pedina più vicina con cui spiccare il volo verso una nuova era, conclude la Marini.

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Ed è per questo che lo Studio per tali aspetti propone un team di specialisti in contrattualistica transnazionale, conoscitori degli strumenti tecnici e linguistici, per coadiuvare l’impresa a 360 gradi, in particolare, ma non solo, attraverso la prestazione di consulenza legale integrata, la redazione della contrattualistica, l’attività di asseverazione e l’ausilio nei rapporti con le camere di commercio.

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This is why our law firm offers a team of professionals specialised in international contracts, experts in technical and linguistic tools, in order to assist every company all-around, in particular, but not only, through the provision of all the necessary support, including integrated legal advice, national and international contract drafting, documents’ authentication and sworn translations and making relationship with chambers of commerce easier.

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Et c’est pourquoi notre cabinet d’avocat propose une équipe de spécialistes dans l’utilisation des outils techniques et linguistiques, experts des services légaux principalement conçues pour assister chaque entreprise tous azimuts, en particulier, mais pas seulement, à travers la prestation de conseils légaux intégrés, la rédaction de contrats, l’activité de certification et l’aide dans les relations avec les chambres de commerce.

Studio Alfero – Merletti  & dott.ssa Lorenza Marini

 

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例如,我们想到了东方。

特别是,我们更加关注中国,尤其是在2019年3月与意大利签署了“一带一路”协议以及2015年5月雄心勃勃的“中国制造2025”项目之后,但我们离中国的距离还很远,特别是由于文化和语言差异。

这就是为什么我们开始与一位都灵的汉学家合作:妈丽妮(Lorenza Marini) 。她拥有二十年的中文/英文翻译和口译经验。从2004年至今,她一直在意大利和中国之间生活,她在北京工作了四年。

玛丽妮的专业领域是:商业协议和合同,经济学,电子和多媒体出版,法律文件,专利,商标和版权,时装,汽车和航空,工业用机床和工厂,机械和机电,电子 ,门户和网站,艺术/文学。

有一个中国成语说:”有志者事竟成” 。妈丽妮技术说, 在意大利人和中国人之间的这些年谈判中,我们离与中国帝国的距离越来越近,这从未停止学习,而中国帝国最近才开始在意大利开展国际业务。 这不仅为中国乃至我们的意大利提供了增长和发展的机会。妈丽妮一直向我们解释,现在只列出一些越来越多的意大利公司,这些公司与中国的比例越来越高:自2012年以来 倍耐力(Pirelli),安萨尔多(Ansaldo),贝内蒂(Benetti)的豪华游艇,国际足球,最新的Fpt,谁知道还有多少呢。

我们不知道中国是否会领导下一场工业革命,但可以肯定的是意大利必须进行国际化,而中国现在似乎是迈向新时代的最接近的典当。

出于这个原因,该公司针对这些方面,建议成立一个跨国合同专家团队,聘请技术和语言工具专家,以提供360度全方位的协助,特别是但不仅限于通过提供综合法律咨询, 起草合同,宣誓翻译和协助与商会的关系。

我们在世界各地工作!

LORENZA MARINI 🇨🇳

 

NOTIZIE DA DIMENTICARE

Quando e come il diritto all’oblio può essere applicato ad una notizia pubblicata su una testata giornalistica, sia cartacea che online.

Può succedere che un articolo apparso sui giornali rischi di divenire un vero e proprio boomerang per la reputazione di chi è protagonista della notizia riportata su una data testata giornalistica. Se poi lo stesso articolo rimane in rete e magari viene indicizzato da vari siti, anche a distanza di tempo, le conseguenze possono essere di non poco conto.

Ne parliamo su Oltre Magazine di questo mese

https://oltremagazine.com/site/applicare-diritto-all-oblio.html

 

 

SALONE GIUSTIZIA ROMA: LA CHIAVE PER LA RIPARTENZA

Salone Giustizia – Roma.

In occasione del Salone della Giustizia (https://www.salonegiustizia.it) che si celebra a Roma in questi giorni, ci hanno domandato quale è – a nostro modo di vedere – la chiave di ripartenza per sostenere le imprese nella fase post emergenza.

Ne è nata una piacevole chiacchierata con il giornalista Andrea Mazzoli del noto tabloid “GIUSTIZIA – il periodico dell’élite del diritto“.

Ecco l’articolo, già in edicola le scorse settimane in abbinamento alla stampa nazionale

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AlferoMerletti

Coronavirus: l’emergenza rende ultrattivo il tuo titolo edilizio.

Tra i molti ambiti nei quali è intervenuta la normativa emergenziale emanata per contrastare la pandemia di Covid-19 vi è quello dell’edilizia.

1. Il secondo comma dell’art. 103 d.l. 17.3.2020 n. 18 (cosiddetto decreto “Cura Italia”) – così come introdotto dalla legge di conversione 24.4.2020 n. 27 e modificato dall’art. 81, co. 1, d.l. 19.5.2020 n. 34 – prevede che: “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori di cui all’articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza, ad eccezione dei documenti unici di regolarità contributiva in scadenza tra il 31 gennaio 2020 ed il 15 aprile 2020, che conservano validità sino al 15 giugno 2020. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche alle segnalazioni certificate di inizio attività, alle segnalazioni certificate di agibilità, nonché alle autorizzazioni paesaggistiche e alle autorizzazioni ambientali comunque denominate. Il medesimo termine si applica anche al ritiro dei titoli abilitativi edilizi comunque denominati rilasciati fino alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”.
È allora da trattare la portata applicativa della disposizione e sono da evidenziare alcune criticità.
2. La norma, per far fronte alla situazione di “blocco” dei lavori edilizi assentiti nel periodo di lockdown, ha espressamente sancito che la validità (rectuis l’efficacia) dei titoli abilitativi rilasciati, pur se non ancora ritirati, in scadenza nel periodo compreso tra il 31 gennaio e il 31 luglio permane fino a novanta giorni dopo il termine di cessazione dello stato emergenziale (che ad oggi è proprio il 31 luglio, pertanto con efficacia dei titoli prorogata sino al 29 ottobre 2020).

L’art. 103, co. 2, del decreto “Cura Italia” nel riferirsi a tutti gli “atti abilitativi comunque denominati” intende i provvedimenti sulla base dei quali è possibile procedere alla materiale esecuzione dell’intervento edilizio, i cui termini di efficacia (e tempi di realizzazione) sono stati negativamente incisi dalle limitazioni imposte per il contenimento della pandemia.
La disposizione, oltre a richiamare la proroga dei termini decadenziali di avvio e di ultimazione dei lavori sanciti dall’art. 15 d.p.r. n. 380/2001, ha espressamente stabilito la sua applicabilità a tutti i provvedimenti autorizzativi, compresi quelli prodromici al rilascio dei permessi di costruire (si pensi alle autorizzazioni paesaggistiche o ambientali), così come alle segnalazioni certificate di inizio attività che, seppur prive di natura provvedimentale, legittimano l’esecuzione di talune tipologie di opere.
3. Un primo aspetto da segnalare attiene al fatto che il decreto “Cura Italia” non ha previsto la sospensione della decorrenza dei termini di scadenza dei titoli abilitativi, bensì la loro proroga ove tale scadenza cada tra il 31.1.2020 e il 31.7.2020.
Ebbene, questa previsione pregiudica inevitabilmente la posizione dei titolari di atti abilitativi la cui scadenza intervenga dopo la fine del periodo emergenziale anche se in un momento di poco successivo (può ipotizzarsi il caso del termine fissato dal permesso di costruire per l’inizio o la fine dei lavori in scadenza al 1.8.2020).
In tali situazioni, nonostante i ritardi dovuti alle misure emergenziali comunque limitanti le modalità di espletamento dei lavori edili eseguibili, non è prospettabile alcun prolungamento dell’efficacia dei titoli abilitativi.
È auspicabile al riguardo una riflessione del legislatore in ordine alla tutela di tali posizioni attualmente disciplinate in modo deteriore rispetto a quelle riferite agli atti autorizzativi che scadano entro il 31.7.2020.
Come detto, una ragionevole soluzione sarebbe quella di prevedere che il decorso dei termini di scadenza di tutti i titoli abilitativi sia sospeso per un determinato periodo, così da fornire eguale tutela a posizioni oggettivamente similari.
4. Si pongono poi alcune questioni in riferimento ai termini di avvio e di ultimazione dei lavori di cui all’art. 15 del testo unico dell’edilizia rispettivamente di un anno e tre anni, salva indicazione di un termine minore nel permesso di costruire.
In primo luogo, occorre ricordare che la legislazione regionale può intervenire in tale materia, cosicché eventuali norme dettate dalle regioni sono da prendere in considerazione per stabilire l’effettiva operatività della disposizione emergenziale.
Particolare attenzione è da riservare anche ai casi in cui il permesso di costruire si formi con il silenzio assenso dell’Amministrazione – art. 20, co. 8, d.p.r. n. 380/2001 –, fattispecie alla quale deve comunque applicarsi la norma con necessità dell’esatta determinazione del momento in cui il titolo abilitativo tacito si è perfezionato.
Inoltre, l’art. 15, co. 2, d.p.r. n. 380/2001 prevede talune ipotesi di proroga dei termini di avvio e di ultimazione dei lavori – ad esempio per fatti sopravvenuti non imputabili al titolare del permesso –, proroga che però deve essere richiesta dall’interessato. L’art. 103, co. 2, del decreto “Cura Italia” introduce invece una proroga automatica ex lege dell’efficacia dei titoli edilizi, considerato il dato letterale della norma – i titoli in scadenza “conservano la loro validità” – e vista anche la sua ratio, volta a limitare gli effetti pregiudizievoli conseguenti ai blocchi imposti alle attività di cantiere attraverso uno strumento eccezionale e diverso da quelli già esistenti (si vedano appunto le fattispecie di proroga indicate all’art. 15, co. 2, t.u. edilizia). Tuttavia, nulla vieta la possibilità di richiedere un provvedimento espresso di proroga basato su tale disposizione, così da escludere ogni dubbio interpretativo.
È poi da tenere ben presente che la proroga di efficacia dei titoli edilizi di cui si tratta non esclude l’operatività di possibili cause di decadenza del provvedimento normativamente previste. Si pensi, ad esempio, all’entrata in vigore di contrastanti previsioni urbanistiche che, secondo l’art. 15, co. 4, d.p.r. n. 380/2001, comporta la decadenza del permesso di costruire salvo che i lavori siano già avviati e vengano completati entro il termine triennale dalla data del loro inizio.
5. In conclusione, l’art. 103, co. 2, del decreto “Cura Italia” ha certamente il pregio di intervenire a tutela dei proprietari degli immobili oggetto di interventi edilizi e delle imprese operanti nel settore edile per attenuare i pregiudizi conseguiti alla forzata inattività causata dalle misure emergenziali.
Ma la norma, oltre a poter essere rimeditata per fornire adeguata tutela a tutti i soggetti toccati da tali misure, non può prescindere dalle altre molteplici fonti che disciplinano la validità e l’efficacia dei pertinenti titoli abilitativi, che debbono essere specificamente valutate.

 

Avv. Alberto Cerutti

 

il consulente di Edilizia ed Urbanistica per il nostro studio 

 

LA GESTIONE DELL’EMERGENZA DEL CIMITERO DI PIACENZA

Le normative dettate dall’emergenza coronavirus hanno creato non poche difficoltà sia per i cittadini che per gli operatori del settore.

Riportiamo la testimonianza di Alessandro Di Mauro, A.D. di Piacenza Servizi Cimiteriali.

I diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione sono inviolabili e da sempre ritenuti intangibili. Nel periodo emergenziale, tuttavia, gli stessi sono stati sicuramente posti a dura prova, limitati, a volte sospesi.Tutti ci siamo, infatti, accorti che la normativa primaria e delegata in materia di contrasto alla diffusione del coronavirus ha toccato il “nucleo duro” della nostra Costituzione: quali la libertà personale (art. 13), la libertà di circolazione (art. 16), la tutela della salute (art. 32), la libertà della iniziativa economica privata (art. 41). Gli interventi normativi sono stati legittimi? Forse no. Le criticità sulla legittimità di tali strumenti sono stati evidenziati da più parti, con argomentazioni e conclusioni del tutto condivisibili, alle quali rinviamo (si veda tra i molti il recentissimo studio di Fabrizio Filice e Giulia Marzia Locati, Lo Stato democratico di diritto alla prova del contagio, pubblicato in Questione Giustizia del 27 marzo 2020).

Su Oltre Magazine un approfondimento sul punto.

http://www.oltremagazine.com/site/coronavirus-gestione-emergenza-cimitero-piacenza.html

 

Il Sole 24 Ore – I nuovi filtri nei rapporti con la Pa

[…] «Seguiamo anche il contenzioso – gli fa eco Alice Merletti, titolare con Elena Alfero di uno studio a Torino – ma cerchiamo di ridurlo attraverso una consulenza che affianchi il cliente fin dall’inizio. Per esempio, di una gara seguiamo tutte le fasi: l’esame del bando, la stipula del contratto, l’esecuzione dell’opera. È una formula vincente, quella dell’avvocato on demand. L’80% del nostro fatturato nel settore amministrativo deriva da contratti di consulenza con società in tutta Italia e due all’estero».

Leggi l’articolo completo al link: https://www.ilsole24ore.com/art/i-nuovi-filtri-rapporti-la-pa-ADm3ILO

Il Sole 24 Ore – “Alfero Merletti” Studi Legali dell’anno 2020

Siamo stati designati quale Studio dell’anno a livello nazionale per il diritto amministrativo e dei contratti d’appalto.

Il Sole 24 Ore, in collaborazione con Guida al Diritto e Statista, hanno raccolto le segnalazioni di avvocati, giuristi d’impresa e le opinioni dei clienti nel corso dell’anno 2019-2020 individuando lo Studio Alfero -Merletti tra le eccellenze italiane e gli studi consigliati a livello nazionale e regionale!

FOOD DELIVERY e COSTITUZIONE

 

Mentre da una parte dell’Italia, i giuristi torinesi invocano il ripristino delle garanzie costituzionali con una lettera aperta al premier Conte, dall’altra parte si sollevano gli imprenditori della ristorazione eccependo questioni di incostituzionalità in un settore particolarmente colpito dalla situazione emergenziale.
Ebbene, la possibilità di svolgere la propria attività mediante “delivery” è stata la grande opportunità offerta in questo periodo alla ristorazione. In attesa della fine dell’emergenza e di nuove direttive da parte del Governo, ristoranti, bar, trattorie, fast-food, pertanto hanno potuto svolgere la propria attività attraverso la consegna a domicilio, seguendo le norme per il trattamento dei cibi e quelle in ambito di sicurezza e privacy, con le dovute precauzioni dettate anche dalla disciplina emergenziale.
Quindi si è lasciata sin da subito la possibilità che i ristoranti consegnassero a domicilio, anche mediante l’ausilio di apposite piattaforme per la consegna, come strumento che potesse, in parte, garantire una entrata ad uno dei settori maggiormente colpiti economicamente da questa pandemia.
Tuttavia, le disposizioni nazionali che si sono succedute in questi due mesi hanno lasciato ‘qualche spazio’ alla autonomia di alcune Regioni.
La Campania, in particolare, ha ritenuto di vietare il delivery, almeno sino al 22.4.2020, giorno in cui è stata adottata una delibera che, pur facoltizzando tale attività, impone disposizioni certamente molto più restrittive di quelle nazionali, al punto che, a detta di molti,  la riapertura in questa Regione sostanzialmente sarebbe antieconomica.
Un misura Costituzionalmente legittima? Probabilmente no.
L’escalation ostativa alle attività in delivery, come anche la parziale apertura tardiva e restrittiva rispetto a quella del resto del Paese, è sicuramente dettata da apprezzabili preoccupazioni sanitarie. Ciò non di meno la tecnica redazionale si espone a numerose critiche, anche sotto il profilo costituzionale di disparità di trattamento e limitazione della libertà imprenditoriale. Tutte censure mosse innanzi al TAR Campania con ricorso presentato da un noto imprenditore della zona. Allo stato si attende la pubblicazione del provvedimento adottato dal Collegio a seguito della Udienza in Camera di Consiglio, tenutasi pochi giorni fa (21.4.2020).
Tuttavia, nelle more, con la citata ordinanza 22.4.2020 n. 37, la Regione ha deciso una sostanziale modifica consentendo con limiti di orario precisi le attività e i servizi di ristorazione – fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie – con la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero on line e consegna a domicilio.
Su tale argomento, abbiamo domandato all’imprenditore Enrico Schettino, amministratore del gruppo Giappo, ristoratore presente principalmente nel Sud, ma anche in Piemonte nell’aeroporto di Caselle  (per un totale di 18 ristoranti sushi), di spiegarci cosa è accaduto nella Regione Campania prima dello sblocco del food delivery del 22.4.2020 e quali prospettive si stagliano all’orizzonte.

Il governatore della Campania ha detto NO al delivery.
Tutto chiuso: bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie. Nessuno ha potuto consegnare cibo a domicilio per quasi 2 mesi.

Perché, secondo Lei la Regione Campania ha vietato il Food Delivery sino al 22.4.2020?

Una scelta dettata dalla preoccupazione sulla salute pubblica. Un giusto fine, che si è scontrato con una diseguaglianza gestionale notevole.
Mentre supermercati e piccoli alimentari incrementavano le consegne a domicilio, la ristorazione restava esclusa.
I runner dei colossi del cibo a domicilio, quindi, hanno continuato a viaggiare: hanno solo cambiato punto d’origine.
Amazon ha continuato a consegnare. L’assurdo si è raggiunto a Pasqua: era possibile ordinare pastiere e specialità tipiche pasquali dalle altre regioni, ma non dalle aziende della propria terra.

Cosa ha indotto la Regione a modificare il proprio intendimento?
Combattendo per i nostri diritti e quelli delle aziende della nostra regione.
Il Governo non ha previsto distinzioni sul piano fiscale, a seconda delle regioni. Ha previsto prestiti, laddove servirebbero finanziamenti a fondo perduto.
La Regione Campania ha stanziato somme di 2.000,00 € per aziende che hanno un fatturato minore di 100 mila euro annui.
Nessun ristorante fattura una cifra così bassa, perché non starebbe in piedi.
Una disparità che ci ha svantaggiato rispetto a tutte le aziende d’Italia: mentre gli altri hanno continuato a fatturare, noi siamo rimasti chiusi.

Ritiene che l’apertura al delivery inciderà economicamente e, se si come, sul settore?
Facciamo delivery da 12 anni, è parte integrante del nostro business. Oggi che c’è l’esigenza di restare a casa, va incentivato il delivery perché è un servizio per la collettività.
Chiaramente servono supporti economici sul lungo periodo per garantire di evitare licenziamento e fallimenti, riducendo tasse, accordando crediti d’imposta ai proprietari sui canoni di locazione, prolungando la cassa integrazione in deroga.

Quali sono le prospettive del mondo ristorazione in fase post Covid?
Cadranno gli sprovveduti.
Diminuiranno i fatturati i ristoranti con molti posti a sedere.
Ne risentiranno molto quelli che offrono un’esperienza, oltre che buon cibo: parlo di stellati e ristoranti gourmet di alto profilo.
Il resto vivrà di take away e delivery per almeno 6 mesi: va considerata una riduzione del 50% tra decremento di posti a sedere ed aumento della richiesta delivery