La cremazione in Europa: diamo qualche dato….o forse no? – ecco il nostro nuovo articolo su “Oltre Magazine”

LA CREMAZIONE IN EUROPA

Dai dati riportati nella pubblicazione “Pharos International”, risulta che la cremazione in Europa si sviluppa con un andamento a macchia di leopardo.

A livello europeo esistono profonde differenze tra i singoli Stati per quanto riguarda la cremazione. Naturalmente il diverso approccio etico-religioso al rito ha influenzato, anche ed inevitabilmente, quello legislativo. Invero, se da un lato sussiste un panorama normativo europeo che solo in parte si occupa degli aspetti della cremazione, dall’altra le singole discipline nazionali incidono in modo diretto sullo sviluppo dell’attività cremazionista stessa, aumentando il bacino di riferimento o, in alcuni casi, restringendolo.

La suddetta difformità anche autorizzativa, nonché lo stato della tecnica degli impianti stessi, condizionano la capacità di espansione del mercato.

Gli impianti di cremazione

Un esempio eclatante delle differenze che si possono riscontrare è rappresentato dalla regolamentazione specifica sugli impianti di filtrazione. In nazioni come il Portogallo, la Spagna, la Polonia, e in generale i Paesi dell’Est sino ad arrivare alla Finlandia, dove sono in vigore leggi meno restrittive collegate alle norme tecniche definitorie delle caratteristiche degli strumenti di filtrazione, l’investimento dell’operatore economico si rivela inferiore della metà rispetto ad altri Paesi europei.

Un altro aspetto è certamente collegato alla committenza e cioè alla natura, pubblica o privata, di colui che può “acquistare” un impianto crematorio e gestirlo. In Stati come la Spagna o la Francia, in cui è possibile per i privati costruire impianti crematori al di fuori dei cimiteri in ambito di libero mercato, il numero di crematori è decisamente superiore rispetto alla media europea. Questi impianti a gestione privata sono per la maggior parte collocati nell’ambito delle case funerarie.

Panorama completamente diverso, lo si riscontra in zone, quali quelle italiane, in cui la cremazione e i relativi impianti possono essere costruiti – almeno sino a che non venga modificata la attuale normativa – solo all’interno dell’area cimiteriale, con committenza strettamente pubblica, seppur con l’applicazione di norme relativamente nuove quale quella del Project Financing. Di qui, l’unica possibilità per vendere o gestire un impianto crematorio passerà da una procedura di evidenza pubblica.

Ciò premesso, non sempre è facile riuscire ad offrire una fotografia corretta dei dati relativi agli impianti crematori a coloro che li costruiscono e alle conseguenti percentuali di cremazione realmente esistenti sul territorio europeo. In Europa, i players principali del settore che si contendono questo tipo di mercato a livello globale si contano tutto sommato sulle dita di una mano; accanto a questi si annoverano poi alcuni “piccoli costruttori” che operano esclusivamente su mercati locali.

Quanto al resto dei dati, non sempre si hanno delle certezze, in quanto non ci sono regole unitarie sulla raccolta dei dati statistici; infatti, relativamente al numero dei crematori, a volte viene fornita la quantità delle singole linee: se, ad esempio, in un tempio crematorio vi sono due forni, o un forno con due filtri, nella raccolta di dati da inserire nelle statistiche, alcuni contano due impianti, altri uno.
Ecco la ragione per la quale può capitare, esaminando articoli di settore, di imbattersi in numeri divergenti.

I numeri delle cremazioni

Anche per quanto riguarda la diffusione delle cremazioni, si percepiscono a volte dati sfalsati. In alcune nazioni, infatti, il numero delle salme cremate viene reso solo con riferimento alle città capoluogo e/o ai grandi centri (Paesi dell’est), in quanto non vi è un dato aggregato per tutto il territorio, oppure può capitare che vengano conteggiati anche resti mortali e mineralizzati, sovradimensionando in questo caso il dato stesso.
Ciò che, tuttavia, ricorre nelle analisi degli ultimi dieci anni su tutta Europa è che la percentuale di cremazione è molto più alta nei grandi centri e nelle zone più industrializzate, rispetto alle zone rurali.

Prendendo ad esempio il nostro Paese, si rileva come il tasso di cremazione continui a crescere, anche se il divario rimane considerevole rispetto alla Germania o alla Francia o alla Spagna, come si vedrà più avanti. In ogni caso, si può riscontrare come nelle regioni centrali della Penisola il tasso di cremazione si attesti sulla media nazionale, mentre nel nord si ritiene stia decisamente superando più del 30%, con picchi in Lombardia dove si registra una più alta presenza di impianti crematori rispetto ad altre aree del Paese. Insomma, ciò è dovuto soprattutto al fatto che la maggior parte dei templi crematori si trova proprio nella parte settentrionale del Paese.

Anche i nostri “vicini” francesi riscontrano la medesima distribuzione degli impianti, nonché tassi di cremazione maggiori nelle grandi metropoli. L’Association Française d’information Funéraire, invero, segnala che entro il 2030 le cremazioni rappresenteranno più del 50% dei funerali in Francia. Tale dato tuttavia fa riferimento alla percentuale delle cremazioni sui grandi centri abitati.
Attualmente, in Francia il numero di cremazioni nelle grandi città sfiora il 40%, una media più alta rispetto ai villages.

Non solo. Anche PANACEF, l’associazione nazionale dei servizi funebri spagnola, garantisce che le famiglie spagnole optino sempre più per il servizio di cremazione al momento di decidere il destino di una persona cara e calcola che la percentuale delle cremazioni supererà il 70% dei decessi nei prossimi dieci anni. La Spagna è in ambito europeo, con l’Inghilterra, il paese leader nel campo della cremazione, anche grazie – come accennato – a una disciplina che consente ai privati di poter aprire impianti crematori al di fuori della cinta cimiteriale, nelle cosiddette  funeral homes.Si pensi che la percentuale di cremazioni nelle aree metropolitane, come ad esempio Barcellona, è superiore al 50%.

In conclusione, si può rilevare che pur orientandosi significativamente sempre più verso la cremazione, il cammino di unificazione dell’Europa in tal senso appare ancora in parte incompiutoin ragione della mancata armonizzazione delle normative sia in ambito cimiteriale che ambientale, (attualmente si potrebbe dire diffuse a macchia di leopardo) di una razionale e capillare distribuzione degli impianti, nonché infine di una più generale visione di insieme del “sistema-cremazione” e dei relativi servizi correlati.

(Dati forniti da Pharos International – The Official  Journal of the Cremation Society of Great Britain, Winter 2018)

AVV. ALICE MERLETTI & AVV. ELENA ALFERO

http://www.oltremagazine.com/site/cremazione-europa.html

Studio Legale Alfero Merletti

Professione avvocato

Giovane avvocato torinese, laureata in giurisprudenza con lode presso l’Università degli Studi di Torino e specializzatasi in diritto civile, amministrativo e penale all’Università Cattolica di Milano, Alice Merletti è oggi titolare con la collega, avv. Elena Alfero, di un apprezzato studio legale di Torino. Una struttura dinamica e, come ama definire, “leggera” in grado di garantire le competenze delle storiche realtà che in città vantano una lunga tradizione, con un approccio più snello che consente agli assistiti di essere seguiti con puntualità e con un minor aggravio di costi.

 

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Dalla parte dei lavoratori AMIAT

Fondazione Benvenuti in Italia

il 21 dicembre l’avv. Alice Merletti ha svolto una formazione sul fine vita, approfondendo la legislazione di riferimento, al Centro Interculturale della Città di Torino.

Sfrattato di casa: “È paradossale, il proprietario mi deve dei soldi”

Bra Servizi s.r.l. una sentenza che fa scuola

Responsabilità professionale

Non segue la pratica e clienti falliscono, condannato
26 Febbraio , 16:30
(ANSA) – TORINO, 26 FEB – Il tribunale di Torino ha condannato un commercialista a risarcire con 120 mila euro per “inadempimento professionale” i titolari di una società che si occupava di commercio al dettaglio di ottica. Il professionista aveva difeso la società davanti alla Commissione tributaria per una causa legata agli accertamenti dell’agenzia dell’entrate e, in appello, non trasmise gli atti, non si presentò alle udienze e fece scadere i termini. I suoi assistiti, che tentarono inutilmente di mettersi in contatto con lui, furono multati. La società è fallita e i soci hanno impegnato tutto il loro patrimonio per far fronte al debito contratto con l’agenzia delle entrate. Nonostante la sentenza e nonostante i numerosi solleciti, non sono riusciti a recuperare nulla: l’uomo, residente a Torino nel quartiere Crocetta, risulta nullatenente. “Oltre il danno – commenta il legale dei ricorrenti, l’avvocato Alice Merletti dello studio legale Alfero-Merletti – è arrivata anche la beffa: la tassa di registro, intorno ai tremila euro. Avrebbe dovuto pagarla lui, ma è scomparso”. Nel 2009 il commercialista fu accusato di aver raggirato un professore universitario. (ANSA).

http://www.cronacaqui.it/torino/non-segue-la-pratica-e-i-clienti-falliscono-commercialista-condannato-ma-e-nullatenente.html

Funerali di Stato

 

“lo stato del lutto non è prodotto di emozioni ‘naturali’, bensì di rappresentazioni collettive” (R. Herz, “Contribution à une étude sur les représentations collectives de la mort”, 1907).

In Italia, è ancora vivo il ricordo delle esequie celebrate in occasione degli atroci assassinii dei giudici Falcone e Borsellino. Ma anche di recente, la Nazione è stata posta innanzi alle immagini delle cerimonie funebri organizzate in occasione degli eventi sismici che hanno interessato il centro Italia.
Si tratta di “riti funebri peculiari” per onorare il ricordo di personalità importanti o in occasioni di eventi ritenuti “straordinari”.
Dal punto di vista normativo, la l. 7.2.1987 n. 36 disciplina le esequie di Stato ovvero i funerali delle cariche più alte dello Stato, dei Ministri, di cittadini o stranieri o apolidi che abbiano illustrato la Nazione o che siano deceduti in conseguenza di azioni terroristiche o di criminalità organizzata. La cerimonia segue le indicazioni rese dalla Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri 18.12.2002 e le spese sono a carico del bilancio pubblico.
Più in particolare:
• il feretro è contornato da sei carabinieri in alta uniforme, o appartenenti allo stesso Corpo dello scomparso;
• sono previsti gli onori militari al feretro all’ingresso del luogo della cerimonia e all’uscita;
• è imprescindibile la presenza di un rappresentante del Governo nonché una orazione commemorativa ufficiale.
Possono, inoltre, essere previsti altri adempimenti disposti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Qualora poi sia dichiarato il lutto pubblico nazionale (o locale), le bandiere degli edifici pubblici sono poste a mezz’asta. Non solo, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale può altresì fornire istruzioni ai titolari delle Rappresentanze diplomatiche e consolari italiane. Se lo scomparso era titolare di una carica pubblica, la camera ardente può essere allestita – se è desiderio della famiglia – nella sede della stessa istituzione. Negli altri casi saranno seguite la volontà dei parenti, le consuetudini dell’ente o locali. La famiglia dello scomparso sceglie il luogo della celebrazione, consultandosi con l’Ufficio del Cerimoniale di Stato della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Fuori dei casi di esequie di Stato, nell’ipotesi di eventi luttuosi che abbiano colpito la coscienza comune, la stessa l. n. 36/1987 prevede i funerali solenni celebrati con un rito non dissimile da quello esaminato.
I funerali solenni sono dunque una ipotesi residuale e “generica” che può essere “riempita di significato” dalle Istituzioni, a seconda delle esigenze e del sentir comune.
Segnatamente, se da una parte è oramai prassi consolidata che per i decessi occorsi durante alluvioni o terremoti si ricorra ai funerali solenni (con o senza dichiarazione di lutto nazionale), dall’altra lo stesso protocollo è stato osservato in occasione della scomparsa di presentatori televisivi di successo o di scienziati di rilevanza internazionale.
Ben si comprende, quindi, la ragione per cui si ritiene che proprio in questo ambito si esprimi maggiormente la discrezionalità dell’Ente. Invero, la Autorità pubblica ha il delicato compito di intercettare il volere ed sentir comune, includendo talora tra le esequie solenni ipotesi disparate, e dall’altro, di rispettare il dolore e la riservatezza di quanti, colpiti da un lutto “pubblico”, desiderino, ciò non di meno, vivere questo momento nel privato.

Alice Merletti